Più belle con il… morso della vipera!

ingredienti cosmetici

Ovvero, la cosmesi a base di derivati animali: dagli ingredienti più “tranquilli” come miele e yogurt, ai più bizzarri e stravaganti, amati dalle star di Hollywood, che in fatto di cosmetici… non conoscono limiti!

Rido sempre di cuore quando sento dire il proverbio: “La vipera che morse mia suocera morì avvelenata!” e io aggiungerei: “E dopo il morso della vipera… la suocera è ringiovanita!
A parte la simpatia per le bistrattate suocere (ne conosco tante che sono davvero adorabili),

ho aggiunto questa mia personale “seconda parte” del proverbio proprio perché, pur non avendo mai avuto il piacere (si fa per dire) di sperimentarlo, so che il veleno di vipera o i suoi sostituti peptidici sono utilizzati da star del calibro di Angelina Jolie, Demi Moore e Penelope Cruz poiché riuscirebbero a mimare l’effetto immobilizzante del veleno congelando i muscoli facciali e liftando la pelle.

Ora, se è vero che di molte attrici conosciamo queste e altre bizzarrie, è anche vero che i derivati animali costituiscono da sempre una fonte di bellezza. Chi non ricorda Cleopatra o Poppea che facevano il bagno nel latte d’asina?

E’ ovvio che la sensibilità del consumatore, nel corso del tempo, è cambiata molto, nel senso che oggi sono bandite tutte quelle metodiche che portavano alla sofferenza o alla soppressione dei nostri amici animali, o comunque sono malviste (e questo è più che sufficiente per eliminarle).
Oggi in cosmesi si preferiscono le sostanze vegetali oppure quei derivati animali che non comportano alcun fastidio né sofferenza per l’animale stesso: miele, propoli, cera d’api, bava di lumaca, latte, yogurt, sono utilizzati da tempo immemore anche come rimedi di bellezza casalinghi.

Pensate che la bava di lumaca di Elicina sia un ingrediente troppo “strano” rispetto a miele e yogurt? che ne dite invece del citato siero di vipera, o del veleno delle api per distendere le rughe, dello sperma di toro per una chioma più folta, o persino degli… escrementi di uccelli?
Si, avete capito bene, dalla rete apprendo con orrore che Tom Cruise e Victoria Beckam sarebbero grandi fan degli escrementi dell’usignolo giapponese quale miracoloso segreto per eliminare le imperfezioni del viso.
Dopo una notizia come questa, quasi quasi preferisco il caro vecchio impacco di uova sui capelli…

Ad ogni modo, ritengo che ciascuno sia libero di affidarsi ai rimedi che preferisce, l’importante per me è non far soffrire l’animale.
Per fortuna non sono l’unica, e le aziende oggi conoscono bene queste regole.
Nonostante le bufale internautiche che rivelerebbero “verità sconvolgenti” sugli ingredienti cosmetici a ignari visitatori, personalmente come cosmetologa mi sento tranquilla nell’affermare che:

  • il pregiato emolliente chiamato “squalene” non si ricava più dagli squali ma da fonti vegetali;
  • tutti i derivati cetilici non si ottengono più dai cetacei ma da cocco e palma;
  • l’olio di visone che, anni fa, era utilizzato come emolliente, è scomparso da quando è iniziata la lotta contro lo sfruttamento degli animali da pelliccia ed è stato sostituito, validamente, da altri emollienti;
  • alcune fragranze utilizzate in profumeria come muschio, zibetto, castoreum, di origine animale, oggi sono quasi completamente sostituite da essenze sintetiche;
  • le creme a base di lanolina (derivata dalla lana delle pecore) sono state molto suffragate negli anni ’70 per le loro proprietà eudermiche, poi il clamore è stato smorzato dal fatto che la lanolina poteva essere contaminata da pesticidi organofosforici e insetticidi, e quindi sostituita da altri emulsionanti;
  • placenta e midollo di bue sono anch’essi scomparsi dai cosmetici, soprattutto perché comportano l’uccisione dell’animale (e i consumatori quindi non li accettano più), ma anche in virtù delle misure varate dall’ UE in seguito ai casi di encefalopatia spongiforme bovina (BSE).

In passato di certo la sensibilità era minore rispetto a oggi, e gli animali erano ritenuti indispensabili in quanto fonti di sostanze che potevano “somigliare” molto a quelle del corpo umano, oppure per alcune caratteristiche “speciali”, ad esempio la propoli, potente antibatterico naturale.
Oggi si tollerano per fortuna solo quelle sostanze cosmetiche che non fanno soffrire gli animali, e dunque il miele, lo yogurt e la bava di lumaca sono ampiamente accettati dalla maggioranza dei consumatori.

Alcuni, come gli animalisti e i vegan, fanno attenzione a non comprare cosmetici con ingredienti animali e tale scelta riguarda anche altri settori della vita: è una scelta rispettabilissima.
Vedo però anche molti controsensi, ad esempio conosco chi riufiuta i derivati animali nei cosmetici (anche quelli ottenuti senza sofferenza) ma poi utilizza per truccarsi dei morbidissimi pennelli in pelo naturale (es. scoiattolo), o indossa scarpe e borse di pelle ottenute di certo con l’uccisione dell’animale…

E vedo anche molte aziende che “cavalcano l’onda” del cruelty free dichiarando che il loro prodotto è “non testato su animali”, facendo informazione a mio avviso fuorviante: ricordiamo che oggi TUTTE le aziende che vendono in Europa dal 2004 hanno il divieto di testare su animali il cosmetico finito, e dal 2009 anche le materie prime.

Ergo, il logo del coniglietto o le indicazioni “non testato su animali” esposte in etichetta sono del tutto inutili, visto che TUTTI i cosmetici non sono più testati sugli animali da anni, non solo quelli che espongono scritte o marchi.

Noi di Elicina, da sempre, ci battiamo per una cosmesi naturale, sicura, trasparente e priva di crudeltà.
La raccolta della bava di lumaca viene effettuata senza procurare né disagi né danni alle lumachine. Dopotutto, come potremmo far soffrire chi ci fa dono di sostanze così preziose per la nostra pelle?
Elicina ha a cuore il benessere dei consumatori ma anche dei suoi “produttori”: le lumache.

Diana Malcangi, Chimico Cosmetologa