Dagli antichi speziali ai moderni farmacisti ed erboristi

speziali

Iniziamo un viaggio alla scoperta dei luoghi e delle affascinanti figure professionali che producono o vendono i prodotti Elicina ECO. Un breve tuffo nella storia ci porta alle origini delle professioni della salute

Farmacia, erboristeria, parafarmacia, negozio di profumi e cosmetici, in passato erano… la stessa cosa!

Era la bottega dello speziale, che li racchiudeva tutti, e includeva anche le relative aziende di produzione, visto che il laboratorio interno dello speziale era il luogo dove si producevano materialmente i vari rimedi e medicamenti.

In realtà, secoli prima, persino la figura del medico coincideva con quella del farmacista.

La nascita delle cosiddette professioni della salute si perde nella notte dei tempi: la conoscenza e l’uso delle fonti naturali – vegetali, animali, minerali – come rimedi e medicamenti per l’uomo ha interessato TUTTE le culture, anche quelle più antiche e lontane.

Tra le più antiche testimonianze abbiamo tavolette di argilla di epoca sumera (dal 6° al 2° millennio A.C., sottolineo millennio) che riportano prescrizioni di medicamenti, incisi nella primissima scrittura cuneiforme.
Anche su papiri egizi, datati 16° secolo A.C., si sono ritrovati testi di farmacia, così come nelle antiche culture indiana (antichi testi dell’ ayurveda), nella medicina cinese, giapponese, araba, ecc.

In epoca Greca, più avanti, molto stimati erano i rhizotomoi, i medici che curavano con erbe e radici, conosciuti con lo stesso nome anche nell’antica Roma. Qui a Roma si affiancava anche il pharmacotriba, che invece non esercitava la medicina ma realizzava i rimedi prescritti dai medici (che poi venivano venduti nelle Tabernae medicinae, le odierne farmacie/erboristerie). E’ a Roma, quindi, che la figura del farmacista inizia a differenziarsi da quella del medico.
Importantissimo, nel 1° secolo D.C., fu il trattato Materia Medica di Dioscoride (medico di origini greche che esercitò a Roma): un’opera monumentale che è considerata la base della moderna farmacognosia.

Dopo la caduta dell’impero romano e l’epoca buia che ne seguì, fu invece la civiltà araba dal 7° secolo D.C. a contribuire al risveglio culturale dell’occidente. In particolare la città di Alessandria d’Egitto fu un luogo di convergenza di culture diverse, culla di quella “scienza alchemica” che, grazie agli arabi, si arricchì di nuove droghe, metodi e alambicchi per la distillazione, e che ebbe un grandissimo influsso sulla cultura scientifica occidentale.
Una leggenda narra che nel 9° secolo si incontrarono casualmente a Salerno quattro personaggi: un Cristiano, un Greco, un Ebreo e un Arabo, i quali misero insieme il loro sapere e fondarono una scuola di medicina: la Scuola Medica Salernitana. L’istituzione crebbe e si sviluppò, ed ebbe il suo massimo splendore nel 13° secolo grazie all’intervento di Federico II di Svevia, eccelso promotore della cultura, delle scienze e dell’incontro tra civiltà diverse: fu proprio lui a separare ufficialmente le due professioni, quella del medico e dello speziale, e a regolamentarle, dando nel frattempo grande impulso alla qualità della loro formazione.

In seguito anche in altre zone d’Italia vennero ulteriormente definiti i principi che regolavano la professione dello speziale, che confluirono negli Statuti delle Arti degli Speziali e nella nascita della famosa Corporazione degli Speziali, una delle sette Arti Maggiori.
I monaci medioevali furono anche loro grandi esperti e conoscitori di erbe, e contribuirono molto alla diffusione della scienza botanica e a quella dei medicinali, anche attraverso i pazienti lavori di copiatura dei manoscritti antichi.

Dalla seconda metà del Settecento, invece, i progressi nella chimica iniziarono ad influire anche nelle terapie: nacquero i primi trattati di farmacia e le scuole specializzate. Fu allora abbandonata la definizione di speziale in favore di quella di farmacista.

I “rimedi medicamentosi” di oggi sono molto diversi, e in base alle loro caratteristiche e destinazione d’uso sono divisi in varie categorie:

farmaci, cosmetici, dispositivi medici, integratori nutrizionali e prodotti salutistici.
Non si tratta più di intrugli di erbe, preparati e applicati da una sola persona: oggi ci sono diverse aziende specializzate (per ogni categoria o sottocategoria), le quali si servono di ingredienti selezionati e di moderni mezzi tecnologici per preparare i prodotti e confezionarli.
La vendita al pubblico, invece, è affidata a farmacie, parafarmacie, erboristerie, centri estetici, centri benessere, profumerie, supermercati, negozi specializzati, ecc.
Nel mezzo, tra la produzione e la vendita, esistono tante figure che lavorano nel marketing e nella distribuzione dei prodotti.

Sebbene l’idea di “artigianalità” abbia sempre un certo impatto sui consumatori, è importante dire che sono i progressi della scienza e della tecnologia ad aver reso più sicuri ed efficaci i prodotti che entrano in contatto col corpo umano. Tali prodotti sono inoltre rigidamente regolamentati dalle leggi e severamente controllati, proprio per tutelare chi li utilizza.
L’elevato livello di conoscenze e l’alto tasso di specializzazione dei professionisti in questo ambito ha fatto sì che ciascuno potesse dedicarsi a un ramo specifico: ne parleremo nei prossimi incontri, sempre qui sul blog.

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Un abbraccio!

Diana Malcangi, Chimico Cosmetologa