Il meraviglioso mondo delle erboristerie

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Piante, estratti naturali, rimedi erboristici, oggi lavorati con i metodi più avanzati, possono essere un valido affiancamento, e in certi casi un’alternativa, ai farmaci di sintesi.

Spesso mi accade di ascoltare amici e conoscenti che esprimono il desiderio di avere un orticello dove trascorrere del tempo, dedicandosi alla coltivazione di qualche verdurina. Solo qualche volta questo desiderio si trasforma in realtà… Ma è inutile negare che sarebbe davvero bello se tutti avessimo la nostra piccola “oasi” naturale nelle nostre case: vedere le nostre piantine che crescono, prendercene cura, assaggiare orgogliosi il frutto del nostro lavoro, sapere che sicuramente non ci sono diserbanti né anticrittogamici…

Le cose andavano diversamente nell’antichità, quando le donne trascorrevano più tempo in casa, e spesso piantavano nell’orto delle piantine che, una volta cresciute e pronte, facevano essiccare e utilizzavano in cucina o come medicamento per le eventuali patologie della propria famiglia.
Attualmente, questa pratica è ancora prerogativa di alcuni sparuti popoli come, ad esempio, il popolo amazzonico. Si tramandano di padre in figlio ricette a base di piante che tornano utili per contrastare alcune malattie.

Anche nel mondo, per così dire, evoluto, c’è qualcuno che lo fa. Ma si tratta di pochi appassionati.

In effetti l’importanza delle erbe è nota da tempo immemorabile. Pensate che in Iraq è stata scoperta una tomba di 60.000 anni fa nella quale erano conservati otto tipi di piante officinali.
Molti furono i popoli convinti dei poteri delle erbe per la guarigione degli esseri umani: ne abbiamo parlato nell’articolo sugli speziali.

C’è voluto, però, molto tempo ancora perché le piante fossero studiate con più metodo, e più approfonditamente, e perché iniziasse la loro commercializzazione.
Ai giorni nostri, l’attività di coltivazione, raccolta e lavorazione delle piante a scopo medicamentoso è riservata ad aziende altamente specializzate che provvedono a produzioni di eccellente qualità.

Della fitoterapia, ovvero dell’utilizzo dei derivati delle piante e a scopo preventivo o curativo, oggi si giova non solo l’erborista, ma anche il farmacista e il medico (anzi, a mio avviso i medici dovrebbero ricorrere più spesso ai derivati delle piante nelle loro prescrizioni, specie per patologie lievi).

La chimica e la tecnologia farmaceutiche, sviluppatesi a partire dal Settecento in poi, in un primo momento hanno preso “ispirazione” dalle piante nel produrre preparati farmacologici: vedi l’esempio dell’acido acetilsalicilico, prodotto sulla base delle proprietà riconosciute dell’acido salicilico (sostanza presente naturalmente nel salice, Salix Alba, e in altre piante).

Ma l’evoluzione ulteriore della chimica farmaceutica ha fatto sì che le piante venissero progressivamente abbandonate in favore del sintetico puro. Intorno agli anni ’70-‘80 i rimedi erboristici venivano considerati, nel migliore dei casi, inefficaci. Nel peggiore, erano “cose da stregoni”, a detta dei medici. Che in parte avevano ragione, perché gli estratti all’inizio erano privi di un dosaggio preciso del principio attivo, ed erano inoltre ancora poche le sperimentazioni sugli estratti naturali.

Oggi gli ulteriori progressi della tecnologia hanno consentito di ottenere estratti titolati in principio attivo, venduti sotto forma di pratiche pillole, e i preparati fitoterapici stanno giustamente riacquistando la loro importanza nelle terapie, specialmente in quelle di supporto.

Ma qual è il vantaggio dei fitoterapici rispetto a farmaci di sintesi?
Meno effetti collaterali e minore tossicità. E’ importante sottolineare che le piante officinali contengono non uno ma diversi principi attivi che agiscono sinergicamente (fitocomplesso), ovvero l’uno può potenziare l’effetto dell’altro.
E’ ovvio che l’uso di qualsiasi composto, per trattare qualsiasi patologia, deve essere sottoposto prima a un parere competente e soprattutto deve rispettare rigidamente la “posologia” indicata sulla confezione del nostro preparato erboristico.

Dove si acquistano i rimedi erboristici?
In erboristeria, ovviamente, dove si trovano, anche, cibi per le differenti esigenze nutrizionali, integratori alimentari, erbe sfuse che possiamo utilizzare per preparare tisane, prodotti salutistici, e cosmetici che soddisfano le esigenze di qualsiasi epidermide.

Rivolgiamoci con fiducia all’erborista. E’ una figura che, per competenza e meriti, si affianca a quella del medico e del farmacista. I corsi di laurea, in erboristeria e fitoterapia, formano professionisti preparati e capaci di assisterci nelle nostre esigenze di benessere o nelle piccole patologie.

E come non poteva trovare posto Elicina ECO sugli scaffali di un’erboristeria?
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Diana Malcangi, Chimico Cosmetologa