Alla scoperta dell’INCI ‘fantasma’: la bava di lumaca

inci bava di lumaca

Ogni ingrediente cosmetico, come ci ha spiegato la cosmetologa Diana Malcangi nel precedente intervento, deve essere obbligatoriamente riportato in etichetta. Sintetizziamo il suo contributo dicendo che esiste un inventario europeo chiamato INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) che riporta tutti i nomi delle sostanze che possono essere contenute in un prodotto cosmetico, in cui ciascuna possiede una sua propria “carta d’identità”.

Diana, anche i consumatori possono accedere all’ inventario INCI per sapere cosa si “spalmano”?

“Certamente. Esso è disponibile in formato elettronico a questo indirizzo. Inserendo nell’apposito form il nome INCI di un ingrediente riportato sull’etichetta di un nostro prodotto cosmetico, il sistema di esso ci fornisce l’identità chimica, l’origine, la funzione, le restrizioni, le modalità d’uso e gli eventuali studi e valutazioni.
Teniamo presente che l’inventario INCI è in costante evoluzione: i progressi della scienza consentono infatti di sintetizzare sempre nuove sostanze, di studiare particolari proprietà delle piante, di trovare nuove metodologie di estrazione e di sintesi. Di conseguenza, esso non può essere una lista chiusa poiché, via via, vengono aggiunti i nomi di nuovi ingredienti, e non è neppure una lista positiva, poiché la legge NON impone che i prodotti cosmetici debbano contenere solo le sostanze in esso presenti: è possibile introdurre nelle formulazioni cosmetiche anche ingredienti non ancora inventariati (a breve l’inventario infatti sarà declassato a semplice glossario).
Però se una sostanza è già presente nell’inventario, in etichetta c’è l’obbligo di indicarla col nome INCI che le è stato assegnato.
In caso contrario si può usare un nome comune, ma deve comunque essere resa riconoscibile.
Per rendere l’idea citiamo l’esempio per noi più vicino: la bava di lumaca, contenuta in  tutti i prodotti della linea Elicina. Il suo nome in etichetta è Helix Aspersa Muller Extract: pur non essendo presente nell’inventario INCI, con questo nome essa può essere riconosciuta ovunque nel mondo.”

Diana, alcuni utenti chiedono: un prodotto cosmetico che riporta un nome INCI non presente nell’inventario è considerato meno sicuro?

“Assolutamente no. Accade di frequente che nuovi prodotti sul mercato riportino nomi non ancora inventariati. Ciò non ne pregiudica minimamente la sicurezza, poiché le formulazioni cosmetiche, prima di essere messe in commercio, devono essere notificate obbligatoriamente alle autorità competenti attraverso un dossier, che contiene la documentazione completa sia sulle singole materie prime sia sul prodotto finito. Tra queste informazioni obbligatorie c’è anche la valutazione della sicurezza del cosmetico, eseguita da un esperto titolato.
L’importante è che, come accennavo poc’anzi, il nome dell’ingrediente riportato sulla confezione segua un criterio di nomenclatura che sia riconoscibile ovunque: la bava di lumaca è stata denominata infatti col nome dell’animale di provenienza secondo la nomenclatura internazionale trinomiale delle specie animali in latino: genere – specie – sottospecie (Helix Aspersa Muller), a cui si aggiunge il tipo di derivato in inglese (Extract), per indicare in tal modo la sostanza nel suo insieme.
Aggiungerei che la bava di lumaca non è affatto nuova nel mondo cosmetico: essa è infatti riportata nell’inventario americano CTFA con un altro nome,  “Snail Secretion Filtrate Extract”, e si tratta esattamente della stessa sostanza. Ciò a garanzia ulteriore della sua sicurezza, già da tempo confermata dal suo utilizzo diffuso, sia come rimedio tradizionale naturale, sia per applicazioni di tipo dermatologico.”

Ringraziamo Diana Malcangi dello Studio Coré per questo chiarimento sulla bava di lumaca.
L’informazione sugli INCI degli ingredienti cosmetici è un argomento che desta sempre un notevole interesse, soprattutto da parte del popolo web. Di questo e molto altro parleremo nei prossimi interventi sul blog di Elicina.