PARABENI: dalla web-ossessione alla scienza (e al buon senso)

parabeni

Da tempo su molte pagine web dedicate alla cosmesi si assiste ad una vera e propria “caccia al nemico”, all’ingrediente cosmetico “tabù”, il “pericolo” da evitare a tutti i costi…
Tra ipotesi complottiste e il parere di scienziati e comitati per la sicurezza dei consumatori, cerchiamo di fare luce, in modo chiaro ed esteso, sull’annosa questione dei parabeni.
La cosmetologa Diana Malcangi dello Studio Coré, che ci affianca nel percorso di conoscenza della pelle, degli ingredienti e delle formulazioni cosmetiche all’interno del nostro blog di Elicina, data la complessità del tema, realizzerà per noi tre interventi sull’argomento.
In questa prima parte, le chiediamo di introdurre i parabeni dal punto di vista chimico e cosmetologico.

Diana, cosa sono i parabeni?

“I parabeni sono esteri dell’acido paraidrossibenzoico, che, a seconda del sostituente che recano, si possono identificare con methyl-paraben, ethyl-paraben, propyl-paraben, butyl-paraben, isopropyl-paraben, isobutyl-paraben, pentyl-paraben, phenyl-paraben, benzyl-paraben. I più utilizzati nelle formulazioni cosmetiche sono i primi quattro.
Sono di origine sintetica, ma alcuni di essi si trovano anche in natura (ad esempio il methylparaben si trova nei mirtilli, con funzione antimicrobica).”

Qual è la loro funzione nei prodotti cosmetici?

“I parabeni sono utilizzati in campo cosmetico da oltre 50 anni come conservanti, sono i più diffusi e sono utilizzati, con la stessa funzione, anche in prodotti alimentari (indicati con le sigle E 214, E 215, E 216, E 217, E 218, E 219), integratori, prodotti per la casa, farmaci.
L’uso dei conservanti è necessario in tutti i cosmetici che contengono acqua nella formulazione (creme, lozioni, maschere, shampoo, bagnoschiuma, detergenti vari, dentifrici, schiume, deodoranti, ecc…), poiché l’acqua, insieme alle altre sostanze contenute nel prodotto, costituisce il terreno ideale per la proliferazione di lieviti, muffe, batteri e microrganismi patogeni. Se non ci fossero i conservanti, un cosmetico avrebbe una durata di pochi giorni, dopo di che inizierebbe a deteriorarsi: questo deterioramento microbico, oltre a compromettere le  caratteristiche di qualità del prodotto (aspetto, colore, odore, pH, contenuto di sostanze funzionali, ecc.) può renderlo pericoloso per la salute umana. Un cosmetico contaminato, infatti, può provocare irritazioni, infiammazioni, addirittura infezioni della pelle. E’ anche grazie ai parabeni che tutto questo può essere evitato.”

Quali sono le differenze tra i parabeni e gli altri conservanti?

“I parabeni, a differenza di altri conservanti, hanno il vantaggio di avere un ampio “spettro d’azione” contro i diversi microrganismi, impedendo più efficacemente e più a lungo la contaminazione microbiologica del prodotto. Essi contribuiscono a garantire a lungo la durata del prodotto (shelf-life) e il periodo dopo l’apertura (PAO).
In più i parabeni funzionano in un ampio intervallo di pH, a differenza di altri conservanti che invece svolgono la loro azione in range più ristretti.”

Ringraziamo Diana, che nel prossimo intervento continuerà a parlarci dei parabeni dal punto di vista legislativo e tossicologico.