Abbronzatura perfetta dall’interno e all’esterno: poche regole e i cibi giusti

abbronzatura perfetta

Per ottenere un’abbronzatura perfetta, luminosa e duratura, bisogna preparare la pelle, all’esterno e dall’interno, a ricevere i benefici raggi del sole, per prevenire scottature e invecchiamento precoce.

Come una bella donna si è fatta attendere. E, all’improvviso, eccola qui: l’estate! Quest’anno l’attesa è durata più del solito e il desiderio di sole, e di una pelle abbronzata, è aumentato. E’ innegabile: un corpo abbronzato attrae di più di un candido corpo metropolitano. L’abbronzatura dona fascino, e ha la capacità di mascherare qualche difetto estetico e di farci apparire più “in salute”. E, in effetti, lo siamo… Il sole è un ottimo alleato della nostra salute: consente ad esempio la sintesi della vitamina D, importantissima per la regolazione dei livelli di fosforo e calcio nell’organismo, in particolare  per la funzione di mineralizzazione dell’osso.

Il sole esercita anche altri benefici sull’organismo, tra cui quello di migliorare l’umore, donandoci un senso di benessere generale.

Via libera all’abbronzatura, dunque: non bisogna dimenticare, però, che i raggi UV, che ci regalano la pelle ambrata, desiderata tutto l’anno ma, allo stesso tempo, sollecitano i radicali liberi che portano all’ossidazione delle cellule produttrici di collagene ed elastina accelerando, in tal modo, l’invecchiamento cutaneo. Vogliamo apparire più belli grazie all’abbronzatura, certamente, ma non vorremmo avere più rughe del normale: va da sé che risulta indispensabile preparare la pelle ai benefici del sole e, allo stesso tempo, proteggerla dalle sue insidie: scottature, pelle disidratata, meno elastica, ispessita, macchie, invecchiamento precoce.
Si dovrebbe mettere in conto anche l’eventuale effetto rebound settembrino per chi ha la pelle grassa o acneica: la cute inizialmente riceve un miglioramento apparente dell’acne grazie all’esposizione al sole, che “asciuga” il sebo (ma ispessisce gli strati cutanei, portando il sebo sottopelle) e all’abbronzatura, che maschera i difetti, ma una volta terminata l’esposizione solare la cute potrebbe liberare il sebo “intrappolato” negli strati più profondi dell’epidermide dando luogo, così, a una recrudescenza dell’eventuale manifestazione acneica, tipica del mese di settembre.

Preparare la pelle al sole significa iniziare ad agire “dall’interno”.
Un’alimentazione che prediliga in particolar modo frutta e verdura risulta indispensabile per lo scopo che si vuole raggiungere, un’abbronzatura sana, luminosa, duratura. Gli antiossidanti contenuti negli alimenti vegetali crudi svolgono un ruolo fondamentale nel nostro organismo: sono tutte quelle sostanze capaci di interferire con le reazioni chimiche di ossidazione che danno origine ai radicali liberi. L’organismo sintetizza autonomamente alcuni antiossidanti, come prodotti del metabolismo (glutatione, coenzima Q, acido urico, melatonina), altri invece devono essere introdotti con l’alimentazione: vitamina A (verdure a foglia verde, carote, ciliegie, prugne); vitamina C (agrumi, kiwi); vitamina E (oli vegetali), polifenoli (the, cacao, olio di oliva, aglio, cipolla, cavoli, broccoli, pomodoro), antocianine (frutti di bosco, ciliegie, fragole).
Importantissimo per la tintarella è un precursore della vitamina A: il betacarotene. E’ presente, in particolar modo, nella frutta di colore dal giallo al rosso (carote, albicocche, pomodori, zucca gialla, fragole, peperoni.)
Non si dimentichi un altro comportamento fondamentale: l’idratazione. E’ importante bere almeno due litri d’acqua al giorno.

Questi sono gli accorgimenti “interni” per la preparazione cutanea.  Adesso andiamo in superficie: l’epidermide va liberata dalle “scorie” invernali.
Le cellule morte vanno rimosse, i pori liberati, per ottenere un’abbronzatura più uniforme e duratura. Utilissimo dunque può risultare uno scrub, eseguito con guanto di crine o crema a base di microgranuli, che consentirà all’epidermide di respirare, facendo seguire il trattamento da un leggero massaggio con una buona crema idratante.
Resta, comunque, consigliabile attendere almeno 24 ore prima di esporsi ai raggi solari perché lo scrub, per quanto delicato, è sempre un trattamento che “aggredisce” la pelle e, qualche zona, potrebbe presentare arrossamenti.
Trascorse le 24 ore, ci si deve esporre al sole con cautela, un po’ alla volta.
Si evitino le ore più calde della giornata, e si faccia uso di una buona crema solare con un indice di protezione adatto alla propria epidermide, sia che si tratti di una pelle bianco latte, sia che si tratti di pelle olivastra.  Il potere schermante della crema si andrà via via riducendo, con il passare dei giorni. Al termine dell’esposizione quotidiana, è sempre raccomandabile un prodotto doposole che provveda a “dissetare” e nutrire la pelle, come Elicina lozione corpo, di cui parleremo presto.

Poche e semplici regole, come si è visto, per avere un’abbronzatura sana, luminosa e duratura ma è indispensabile seguirle affinché, anche in autunno inoltrato, resti il sole sulla pelle ma anche la salute, la bellezza e il benessere.

Diana Malcangi, Chimico Cosmetologa