Biodizionario e INCI: semaforo rosso o verde?

biodizionario

Il biodizionario è un database di nomi INCI che consente di valutare, in cosmesi, le sostanze tossiche o pericolose per l’ambiente col sistema dei pallini o semaforini rossi, gialli o verdi. Conosciamo questo strumento con l’aiuto della cosmetologa.

“Da diversi anni si sta riscontrando un sensibile aumento di interesse, dai parte dei consumatori, nei confronti delle sostanze contenute nei prodotti, siano essi alimentari, casalinghi, erboristici, farmaceutici o cosmetici. Tale interesse è sfociato in un vero e proprio boom di blog e pagine web indipendenti, nate allo scopo social di aiutare questi nuovi utenti a trovare tutte le possibili informazioni e controinformazioni, e dunque consentire loro di effettuare scelte più consapevoli nell’acquisto.
In un precedente articolo abbiamo già spiegato che sull’etichetta del cosmetico si trovano tutti gli ingredienti (lista INCI), come impone la legge, elencati in percentuale decrescente nella formula, allo scopo di consentire, a chi sa di possedere un’allergia individuale a un componente (accertata attraverso esami medici specifici), di riconoscere ed evitare quella sostanza. Tutti gli altri consumatori, invece, possono utilizzare la lista per informarsi sulla composizione dei prodotti e sceglierli quindi con maggiore consapevolezza.”

Ma è così semplice capire la composizione di un cosmetico attraverso la lettura dell’elenco INCI? Lo chiediamo alla cosmetologa Diana Malcangi.

“Per un utente comune comprendere il significato dei nomi INCI è molto difficile. Probabilmente ci riescono solo i chimici, i cosmetologi, i medici o i farmacisti, e tra essi non tutti ci riescono “a prima vista”, se non ne hanno dimestichezza.
Se volessimo tradurli in un linguaggio comprensibile a tutti, ciò richiederebbe molto tempo e soprattutto la necessità di fornire una vasta mole di nozioni preliminari, per poter appunto mettere in grado l’utente di capire l’identità chimica dell’ ingrediente, come viene prodotto, perché viene usato, perché ha certi effetti sulla pelle, perché si usa in una certa quantità, come si “equilibra” con le altre sostanze della formulazione, ecc. Se a ciò aggiungiamo che i possibili nomi INCI sono migliaia e migliaia, il compito sarebbe ancora più arduo.
Tutto ciò potrebbe apparire, in prima battuta, demoralizzante, ma non voglio arrivare a dire che la comprensione di un cosmetico debba essere lasciata esclusivamente ai tecnici, anche perché il consumatore ha il diritto di sapere cosa sta utilizzando, e il saper decifrare gli ingredienti lo aiuterebbe a fare scelte più consapevoli…”

Quale potrebbe essere la soluzione?

“A parte il database INCI, di cui abbiamo parlato in un articolo precedente (e che non sempre risulta di immediata comprensione) esistono moltissimi siti internet privati nati con l’intento di informare sui cosmetici. Purtroppo il web, essendo libero, è pieno di pagine in cui troviamo tutto e il contrario di tutto, da informazioni utili a quelle “pseudoscientifiche”, fino a quelle del tutto errate. Ultimamente mi è capitato addirittura di leggere, su moltissimi siti, che il sale da cucina è “altamente tossico”: lascio a voi immaginare i rischi, sui meno esperti, di certe dichiarazioni terroristiche che ignorano le basi minime della scienza e che in campo cosmetico sono purtroppo all’ordine del giorno.
Esistono però alcuni strumenti, per certi versi utili, nati allo scopo di offrire agli utenti un modo semplice per valutare gli ingredienti pur senza avere necessariamente nozioni di chimica cosmetologica. Uno dei più quotati è il Biodizionario,  ma ce ne sono anche altri.”

In cosa consiste il biodizionario?

“Si tratta di una piattaforma web in cui si inserisce il nome INCI di un ingrediente e il sistema restituisce una valutazione di quell’ingrediente. Ma il risultato non consiste, come si potrebbe pensare, in una spiegazione chimica, dermo-cosmetologica o tossicologica di quella sostanza, bensì in un sistema di “semafori” o “pallini” di immediata comprensione. Due pallini verdi indicano l’ingrediente è “molto buono”, un pallino verde indica che è “buono”, un pallino giallo ci dice che l’ingrediente è “così così”, un pallino rosso indica che è un ingrediente “cattivo”, due pallini rossi indicano che è “pessimo”. Non si tratta dunque di un dizionario (che, per sua definizione, fornirebbe invece una trattazione dei termini), si tratta solo di un database in cui ad ogni nome corrispondono dei semaforini.”

Qual è la logica che utilizza il biodizionario per bollare un ingrediente cosmetico come buono (verde) o cattivo (rosso)?

“Il problema è proprio questo, perché manca, nel risultato della ricerca, il perché quell’ingrediente sia considerato buono o cattivo dall’ amministratore del sito.
C’è da dire però che il biodizionario è legato ad un forum sulla cosmesi e sui prodotti biodegradabili (anche detersivi, ecc.) su cui gli utenti possono tutt’ora porre domande specifiche su un particolare ingrediente e ricevere una risposta diretta dallo stesso amministratore del biodizionario. Cercando il nome della sostanza nel forum si possono recuperare le conversazioni su quell’argomento, ma non sempre si trova la spiegazione oppure è occultata da commenti fuori tema. Al di là della personale simpatia per le tematiche del forum e per il servizio che intende svolgere, riscontro ogni tanto alcune imprecisioni o posizioni che valutano solo una parte del problema. Lo ritengo uno strumento utile ma lo consiglierei più come un punto di partenza e un luogo in cui scambiare idee che non come un modo per ottenere risposte complete.
L’attenzione del forum, e di conseguenza la logica del biodizionario, sono focalizzate sull’impatto ambientale dei processi di produzione delle sostanze, sulla loro maggiore o minore derivazione da fonti vegetali e rinnovabili, sulla biodegradabilità ed eco-compatibilità del prodotto finito (ad es. i detergenti, che vengono risciacquati e quindi possono impattare su fauna e flora di mari e fiumi), con un occhio anche agli aspetti tossicologici. Nella maggior parte dei casi ecologia e benessere della pelle possono andare di pari passo, ma esistono eccezioni.
Ciò che intendo dire è che non è possibile valutare se un prodotto è efficace o dermocompatibile col solo sistema dei semaforini del biodizionario, ma esso è un buon punto di partenza per approfondire.”

E un prodotto pieno di ingredienti a pallini rossi può essere tossico o pericoloso?

“Assolutamente no. Non mi stancherò mai di dire che non ci sono prodotti cosmetici o ingredienti tossici, nelle concentrazioni d’uso definite dalle leggi europee. Il cosmetico è uno dei settori più “normati”, le leggi sono stringenti e obbligano i produttori a controlli e valutazioni di sicurezza, e le autorità vigilano continuamente. Un ingrediente rosso (poco rispettoso dell’ecosistema) può essere ben tollerato dalla pelle, mentre un ingrediente verde (ecocompatibile) può essere tossico per la pelle.”

Ringraziamo Diana Malcangi dello Studio Coré.

Nel prossimo intervento parleremo di altri aspetti importanti del biodizionario