Per una pelle perfetta (e una vita migliore), recuperiamo due virtù perdute: lentezza e pazienza

migliorare la pelle

Se vogliamo vivere bene dobbiamo ritrovare ed esercitare la pazienza, la lentezza, la costanza. La fretta è nemica della natura e anche della bellezza. La nostra pelle, per rigenerarsi, ha bisogno dei suoi “tempi”.

Concetti come lentezza e pazienza sono quasi praticamente in disuso, considerati obsoleti.

In una società dove tutto è veloce e frenetico, la lentezza è considerata un difetto, chi è lento è tagliato fuori dalla produttività. Si comunica attraverso messaggini istantanei, e-mail, tweet. Se il nostro PC è troppo lento, ci arrabbiamo!

Tutto deve essere fatto in velocità, per il risparmio di tempo. E con tutto quetso tempo risparmiato… dovremmo avere molto più tempo libero!!!

E invece no: dedichiamo solo una manciata di minuti della nostra giornata al riposo, alle chiacchierate con le persone che amiamo, alla lettura, al divertimento o semplicemente alla riflessione.

Ma l’uomo non è fatto per “correre” sempre: i picchi di adrenalina, tipici della corsa, dovrebbero essere riservati appunto ad attività fisiche pesanti o ad effettive situazioni di pericolo. Invece l’adrenalina è nostra compagna nella quotidianità, siamo stressati e con la mente sovraccarica, senza che questo si traduca poi in azione fisica (che invece abbasserebbe i livelli di adrenalina).
Troppi input costringono poi il cervello a decisioni repentine, con un margine molto alto di fare scelte errate.
La natura non ci ha creati per farci correre di continuo, né col corpo né con la mente. Se lo facciamo, l’organismo quasi certamente ne risentirà.

E, allora: lentezza!
Non è, come molti credono, una perdita di tempo. E’ un parametro importante che ci rende umani.

Proviamo a riappropriarci di gioie dimenticate, assaporiamo e indugiamo nei momenti belli che ci accadono. Facciamoci inondare e stordire dal sorriso di un bimbo o dal colore delle foglie, piuttosto che… fotografarli freneticamente e pubblicarli subito sui social network.
Lo scrittore Luis Sepulveda in un bel racconto intitolato: “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza” attribuisce alla lentezza un valore rivoluzionario. Parlare di lentezza, nel mondo contemporaneo volto alla “contrazione” di tutto, è l’apertura progressista che spalanca le porte del ritorno alla natura e alla nostra umanità, snaturata dalla frenesia della vita quotidiana.

Riprendiamoci ciò che è nostro. Anche la pazienza.
Già, la pazienza. Spesso confusa con l’inerzia o con l’attesa: un errore grossolano perché la pazienza non significa essere passivi, ma è il saper gestire situazioni complesse senza smarrire la calma, e avendo l’obiettivo sempre chiaro. Significa perseverare, lavorando con costanza e tenacia, e con una fiducia salda nel risultato finale.

Lentezza e pazienza, e assecondare i ritmi della (nostra) natura, sono il miglior modo per ottenere tutto ciò che desideriamo!
Il ritmo della natura…
Pensate per un attimo al lavoro organizzato delle api. Un alveare, in un giorno, visita 225 mila fiori con un percorso che è uguale a quattro volte il giro del pianeta! Un “ritmo” che è sempre lo stesso, da migliaia di anni, e che consente alle piante di riprodursi e, di conseguenza, all’uomo e agli animali di cibarsi.
L’alternanza del giorno e della notte, il ritmo delle stagioni, il moto ondivago marino e tutte le altre straordinarie situazioni che la natura ci offre; il ritmo con cui la terra gira, il ritmo (frequenza) con cui un elettrone ruota intorno al nucleo…
Sapete quanto ci impiega una cellula per dividersi e riprodursi tramite un meccanismo biologico chiamato mitosi? Circa trenta ore!
E che dire della lumaca? Cammina veramente lentissima, e così facendo produce la preziosissima bava, il fluido naturale dalle eccezionali proprietà che conosciamo bene 🙂

… è anche il ritmo della bellezza.
La nostra pelle ha “ritmi” che vanno rispettati.
Per esempio, se ci esponiamo alle lampade o ai raggi solari in maniera inopportuna, per “accelerare i tempi” dell’abbronzatura, la pelle ne risente. E’ costretta a subire un’aggressione a cui non è pronta, e a cui risponde… spellando e invecchiando! Esattamente il contrario di ciò che desideriamo, cioè avere un bel colorito per apparire più sani e giovani.

Se non diamo all’epidermide il tempo di mettere in atto i meccanismi naturali di cui dispone per una tintarella salutare, duratura e non irritativa, non otterremo nulla, anzi peggioreremo le cose.
Un altro esempio? Le rughe, cruccio antico dell’universo femminile.
Ci sono in commercio cosmetici e trattamenti che promettono la loro “scomparsa in una settimana e, alcune volte, anche in meno giorni… Come può essere possibile?
Affinché una ruga si appiani, è indispensabile che ci sia una rigenerazione profonda della cute. Ma perché ciò accada occorre un lasso di tempo che supera di gran lunga i due giorni promessi dal marketing!!! L’organismo deve mettere in atto una serie di meccanismi rigenerativi che hanno una tempistica fisiologica dalla quale non si può prescindere.
E allora, chi promette miracoli, o promette ciò che sa già di non poter mantenere… Oppure, nel migliore dei casi, propone trattamenti a effetto immediato ma non duraturo.
Per esempio, i cosmetici botox-like. Questi danno un effetto visibile di scomparsa della ruga… di brevissima durata. E sì, perché stimolano una specie di “immobilità”, una riduzione dell’attività muscolare mimica. Attività che però dopo un po’ di tempo si ripristina, proprio con la… ricomparsa della ruga!

Solo il tempo, la costanza (nell’applicazione) e la pazienza (di attendere i risultati) sono gli strumenti giusti per dare a un prodotto valido il tempo di agire..

L’uso di una Elicina ECO crema, per esempio, prevede un apprezzamento della sua efficacia dopo due mesi almeno. Questo perché gli attivi naturali contenuti nel prodotto devono poter raggiungere, in concentrazioni adeguate, le sedi delle loro azioni, ed è necessario dare il tempo alla pelle di rigenerarsi.
La cute è formata da più strati, e le sostanze che devono raggiungere gli strati profondi hanno bisogno di più tempo rispetto a quelle che si devono fermare allo strato corneo dell’epidermide. Gli attivi, arrivati in profondità, devono accumularsi, raggiungere una certa concentrazione in quella determinata sede, e poi la pelle deve “rispondere”.
Come si deduce, non può essere un’azione immediata.
Ciò vale per tutte le creme dalla dimostrata efficacia, come Elicina ECO, i cui componenti agiscono sì in maniera sinergica, ma hanno come tessuto bersaglio i diversi strati cutanei, che possono raggiungere in archi temporali differenti.
La bava di lumaca di Elicina ECO è stata sottoposta a test clinici presso importanti università e istituti di ricerca dermatologica, per dimostrarne l’efficacia.
Noi di Elicina non promettiamo miracoli, e soprattutto non andiamo di fretta! Noi diciamo la verità e manteniamo le promesse, basta avere pazienza.
E la lumaca, in questo, è maestra di vita.

Diana Malcangi, chimico-cosmetologa